La Mia Storia     
         
 
 
La Mia Storia

Hello, ciao a tutti!!!

Sono Anna "Il Presidente Onorario" e sono una bimba cerebrolesa nata in Italia in provincia di Perugia il 9 luglio 1996 , vorrei raccontarvi la mia storia. Nel mio caso specifico, io nasco in ospedale, con una sofferenza asfittica (mancanza di ossigeno al cervello). Durante la degenza in incubatrice, dopo specifici esami, mi fu diagnosticata la ipericogenicità dei talami, principalmente quello di sinistra, nonchè quella che oggi comunemente chiamiamo " asfissia da parto". Per chi non sa dove sono i talami, preciso che sono una piccola parte del cervello, per chi si chiede a cosa servono: dirò che servono a muoversi, camminare, parlare, ecc. ecc.Cose che purtroppo a tutt’oggi io non so fare. Però capisco tutto. Pure che un grande policlinico romano ha sbagliato completamente la sua diagnosi, adducendo la mia condizione ad una malattia genetica. Tanti i viaggi di mamma e papà per capire se realmente ero “malata”. Poi dopo varie torture (tra cui una biopsia muscolare, il prelievo di una parte di midollo con una puntura lombare, 5 elettroencefalogrammi, 3 risonanze, varie anestesie parziali e totali, ecc. ecc.) è stato riscontrato che non ho nessuna malattia genetica. Tutta la mia sofferenza deriva solo da un detto: “accade …un caso su 1000 !!!” La sfortuna mi ha baciato in fronte ed è toccato proprio a me, dover affrontare una vita di sacrifici.

Io però non demordo.

Voglio vivere con gioia tutte le cose che fanno bello il mondo. Nulla può trattenermi dal ridere, piangere, capire, comunicare con il prossimo (leggere: i compagni di scuola e le persone a me molto care ); neanche le medicine che sono obbligata a prendere e non vorrei, trattandosi di sostanze stupefacenti (fenobarbital) che mi danno un continuo stato di sedazione, per evitare le crisi convulsive della quale io vado soggetta.Vi sto raccontando la mia storia aiutata dalla mia nonnina, perchè nel fare questo sito, vorrei conoscere, condividere ed incontrare bambini della mia stessa età e con le stesse mie problematiche, in tal modo potremmo giocare e stare un po’ insieme. I miei compagni di scuola, per quanto molto affettuosi, mi abbandonano per correre e raggrupparsi nel momento dei loro giochi ed io quindi, mi ritrovo da sola.Forse con bambini come me, che non sanno correre, non possono muoversi dalla loro carrozzina, siamo alla pari e, basterà sfiorarsi con grande fatica le manine per emettere gridolini di gioia.Un ultimo consiglio: a quei genitori che ancora non hanno chiara “la situazione”; avere un bimbo come noi è una immensa gioia, più che avere un bimbo normale.Ogni nostra piccola conquista è più di una razionale realtà con un bimbo normodotato.

Noi siamo la prova vivente, che i nostri cari devono affrontare con coraggio!!!

  Lo sfogamento >>