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sabato 02 04 05

Papa Giovanni Paolo II

Alle 21.37 di sabato scorso, su tutto il mondo calato il silenzio. Un silenzio rispettoso, verso quel "Grande Papa" che tutto il mondo ha voluto vedere, incontrare, abbracciare.
Un silenzio che testimonia anche quel grande senso di solitudine che ognuno, indipendentemente dalla fede e dal credo, ha vissuto e sta tutt'ora vivendo. Per quel vuoto incolmabile che Giovanni Paolo II ci ha lasciato. Lui, che stato davvero uno di noi: camminando tra la gente, stringendoci le mani e accarezzandoci il viso; solcando con noi le piste da sci e passeggiando tra i sentieri di montagna; radunando intorno a s milioni di giovani che grazie a lui si sono avvicinati alla fede; viaggiando, viaggiando tanto perch lui era il papa di tutti, e tra tutti - tutti i popoli, tutte le etnie, tutte le religioni - voleva stare.
Se n' andato. Piano piano, forse per non spaventarci, per prepararci. Eppure abbiamo sperato fino alla fine in un miracolo.
E un miracolo c' stato: come definire altrimenti la reazione di tutto il mondo? Il papa riuscito ad unire tutti, in un'unica preghiera.
Una preghiera che continuer a San Pietro almeno fino a venerd, giorno dei funerali